Manutenzione nella locazione: guida pratica alla ripartizione delle spese tra proprietario e inquilino
- Avv. Luca Amodio

- 25 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Come stabilire di chi è la competenza di una riparazione: il criterio giuridico per distinguere tra usura quotidiana, vetustà degli impianti e difetti strutturali.
Una delle domande più frequenti che un inquilino o un proprietario rivolge al proprio legale è: "Chi paga questa riparazione?".
Che si tratti di una caldaia in blocco, di una tapparella rotta o di un rubinetto che perde, la ripartizione delle spese è spesso fonte di accesi conflitti. La confusione nasce dal fatto che il linguaggio comune (che distingue sommariamente tra "piccolo" e "grande") non sempre coincide con le definizioni del Codice Civile.

Per orientarsi correttamente, non bisogna guardare all'entità della spesa (se costa poco o tanto), ma alla causa che ha reso necessario l'intervento.
Di seguito, una guida organica per comprendere come la legge suddivide le responsabilità.
1. La Regola Generale: Conservazione vs Utilizzo
Il Codice Civile (art. 1576) stabilisce il principio cardine che regge l'intero rapporto:
Il Locatore (Proprietario) deve consegnare la casa in buono stato e mantenerla idonea all'uso convenuto. In altre parole, ha il dovere di garantire che l'immobile e i suoi impianti "esistano" e funzionino strutturalmente.
Il Conduttore (Inquilino) ha l'obbligo di custodire l'immobile con la diligenza del "buon padre di famiglia" e di farsi carico della manutenzione legata all'uso quotidiano.
Da questo principio discendono due categorie operative distinte.
2. Cosa spetta all'Inquilino: Manutenzione Ordinaria e Piccole Riparazioni
L'inquilino paga ciò che consuma o logora attraverso l'uso diretto.La norma di riferimento è l'art. 1609 del Codice Civile, che introduce il concetto di "piccole riparazioni".
Si tratta di quegli interventi resi necessari non dalla vecchiaia del bene o dal caso fortuito, ma dal semplice deterioramento prodotto dall'uso. Poiché il Codice non fa un elenco tassativo, la prassi (e gli usi locali) identificano come carico dell'inquilino:
La sostituzione di elementi consumabili (guarnizioni, lampadine, filtri, cinghie delle tapparelle sfilacciate).
La riparazione di interruttori, prese di corrente e maniglie allentate dall'uso.
La disotturazione di scarichi (lavandini, WC) intasati da residui organici.
La sostituzione di vetri rotti (a meno che non si rompano per difetti dell'infisso o eventi esterni).
La manutenzione periodica degli impianti (es. pulizia annuale caldaia).
Il criterio guida: Se il guasto è avvenuto perché l'oggetto è stato usato quotidianamente, paga l'inquilino.
3. Cosa spetta al Proprietario: Struttura, Vetustà e Caso Fortuito
Il proprietario interviene quando il problema non dipende dall'inquilino, ma da fattori intrinseci dell'immobile o da eventi esterni.
La Vetustà (Vecchiaia): È il concetto chiave per esonerare l'inquilino. Se un componente si rompe perché ha terminato il suo ciclo di vita naturale (es. un impianto elettrico di 30 anni che va in corto, una cinghia della tapparella che si sgretola dal sole perché vecchia, un motore del condizionatore esausto), la sostituzione tocca al proprietario. L'inquilino paga l'uso, non il "rinnovamento" del bene.
La Struttura: Tutto ciò che riguarda muri, tetti, tubature interne ai muri e impianti fissi è competenza della proprietà (manutenzione straordinaria).
Il Caso Fortuito: Eventi imprevedibili (es. un fulmine che brucia la scheda della caldaia o una grandinata che rompe i vetri) sono a carico della proprietà (o della sua assicurazione).
4. Il caso pratico più comune: La Caldaia
Applicando i principi sopra esposti alla gestione dell'impianto termico, la suddivisione risulta chiara:
Paga l'Inquilino: I controlli periodici (bollino blu, analisi fumi), la pulizia ordinaria, l'accensione e la messa a riposo. Sono interventi necessari per far funzionare l'impianto in sicurezza.
Paga il Proprietario: La sostituzione della caldaia (se non riparabile), la sostituzione di componenti essenziali rotti (scambiatore, pompa, vaso di espansione), l'adeguamento normativo.
5. Uno strumento di chiarezza: le Tabelle Concordate
Poiché la legge lascia ampi margini interpretativi, per evitare liti è fondamentale fare riferimento alle Tabelle di Ripartizione Oneri Accessori.Questi documenti sono accordi scritti siglati a livello nazionale dalle associazioni dei proprietari (es. Confedilizia) e degli inquilini (es. SUNIA). Elencano analiticamente ogni possibile voce di spesa (dall'ascensore all'antenna TV) attribuendola a una delle due parti.Nei contratti a canone concordato l'uso di queste tabelle è obbligatorio; nei contratti liberi è consigliabile allegarle sempre al contratto per avere una "bussola" sicura in caso di guasto.
6. Cosa fare in caso di Urgenza (Art. 1577 c.c.)
Se si verifica un guasto grave di competenza del proprietario (es. rottura tubo con allagamento o caldaia rotta in inverno) e lui non è reperibile o non interviene?
La legge prevede una procedura specifica:
L'inquilino può ordinare la riparazione direttamente.
Deve darne immediato avviso al locatore (meglio se via PEC o raccomandata, specificando l'urgenza).
Ha diritto al rimborso delle spese anticipate.
Attenzione: L'inquilino non può mai decidere autonomamente di "autoridursi" il canone di affitto per compensare la spesa. Tale comportamento (smettere di pagare o pagare meno) è illegittimo e può portare allo sfratto. Il rimborso va chiesto separatamente.
In conclusione, per stabilire chi paga ponetevi sempre questa domanda: "Il guasto è dovuto al fatto che l'impianto è vecchio (Proprietario) o al fatto che lo sto usando (Inquilino)?".Una corretta qualificazione del problema, supportata dall'uso delle Tabelle Concordate, è la miglior garanzia per un rapporto locatizio sereno.




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